Google+

Gay e Italiano: el silencio y la rabia

6

agosto 20, 2013 por matteoricciugatti

Gay e italiano, ¿cómo hacerlo posible?

Publicado en la portada de El País el 19 de agosto 2013

Hace una semana, Roberto, de 14 años, se tiró por la ventana de su comunidad en Roma porque no encontraba la esperanza de que su entorno aceptara su homosexualidad. Fue otra víctima inocente de una sociedad que estigmatiza, excluye, define a cada persona y luego decide qué tiene que hacer. Otro joven ángel que ha utilizado la forma de comunicación más extrema y atronadora.

Silencio. Es lo que necesito después de un episodio como este, en el que la ignorancia y el miedo se transforman en violencia. ¿Por qué, cuando estas historias se imponen en la agenda de los medios, empieza un baile de declaraciones y promesas para no cumplir, un ruido de voces importantes que se indignan hasta caer en un nuevo silencio, tardío, esperando la próxima víctima?

He leído comentarios a esta noticia en los periódicos digitales: hay muchas personas que mueven tan rápido sus dedos en el teclado y son incapaces de regalar un poco de silencio a este luto. Ellos ya tenían su opinión, como los pseudo-psicólogos y sociólogos y jueces que escriben palabras llenas de prejuicios en un contexto inútil.

Recuerdo experiencias similares de los últimos años, suicidios de chicos que no encontraban paz, que no veían nada más que miedo y rechazo, o casos de violencia feroz sobre personas transexuales en las periferias, y sangre sobre besos gays en las calles de cada ciudad italiana (en todas, del norte al sur). Por entonces yo trabajaba para Arcigay y tenía que hablar y mover mis dedos sobre el teclado para producir frases que pudieran ser útiles para contrarrestar el sistema de poder ‘política-prensa-Vaticano’.

En mi corazón quería solo silencio, unas horas de respeto porque sentía que era demasiado tarde para hablar. Y crecía dentro de mí una rabia sutil, que se fue haciendo intensa y extenuante y que me ha empujado a dejar un país que me estaba haciendo daño como persona homosexual.

Italia ha elegido mirar hacia la Rusia de Putin y no hacia la mayoría de los países europeos que cree en la libertad individual y en la igualdad. Esta Italia está gobernada por una mayoría de políticos esclavos -de casi todos los partidos- de un monarca blanco que vive en Roma: juegan con la piel de mujeres, personas LGTB y gente de otras culturas, atacando sin vergüenza, diariamente, toda identidad que se salga de la norma blanca y heterosexista. Escupen, impunes, encima del amor de otras personas como si otras maneras de amar pudieran afectar el amor heterosexual, alimentando los prejuicios y autorizando la exclusión. Así, se hacen cómplices directos de los victimarios de la homofobia y de la transfobia, del machismo y del racismo.

Image

Y aquí empieza mi grito de rabia. Yo no estoy, como dice el señor Bergoglio, “perdido”: soy una persona orgullosa, feliz, digna. Gay. He descubierto con fatiga que el momento de hablar es cada día de nuestra vida cotidiana.

No sabemos cuántas personas homosexuales o bisexuales habrá encontrado el pequeño Roberto en su vida, pero al parecer nadie tuvo el coraje de ofrecerle un modelo positivo de otra afectividad, nadie le cogió de la mano y le dijo que se puede amar a cualquier persona sea cual sea su sexo; nadie le enseñó lo que eran los besos entre dos hombres.

Somos todas y todos cómplices cuando, por miedo, renunciamos a expresar nuestra afectividad lésbica o gay “porque hay niños alrededor”; cuando nos mudamos a vivir a Bolonia o a Milán y no salimos del armario con los abuelos en el pueblo “porque son mayores”; cuando preguntamos a un niño pequeño si ya tiene “novia” en el colegio; cuando no contamos nuestras vacaciones con nuestras parejas a los colegas del trabajo porque “la sexualidad es privada”.

¡Cuántas veces he hablado con mujeres que, entre lágrimas, me contaban que habían descubierto la tarjeta escondida de un club gay entre las cosas de su marido! Somos cómplices cuando esperamos que vengan los demás a preguntarnos, olvidándonos de que nuestro silencio nos pone automáticamente dentro de la norma heteronormativa.

Si estamos en silencio, solo podemos ser heterosexuales en Italia. Ahora es el momento de hablar. Cada momento es el momento en el que una persona LGBT puede comunicar su diversidad con su entorno, con su familia, con sus vecinos, con sus colegas. Todos los días son los días para gritar nuestra rabia. Si la política nos ofende, nos maltrata, es justo el tiempo de reaccionar y de enseñar el orgullo de nuestra felicidad, de nuestras vidas de amistades y amores sin derechos. Si no, irremediablemente, nos sentiremos responsables de las víctimas del odio y de los prejuicios.

http://blogs.elpais.com/eros/2013/08/silencio-italia-homofobia.html

Matteo Ricci es italiano y vive en Madrid desde 2010. Es formador y activista. Trabajó como jefe de prensa en Arcigay, la mayor ONG italiana LGTB y actualmente es presidente de la Asociación Órbita Diversa.

Image

Gay e italiano, come sarebbe possibile? – Traduzione in Italiano

Pubblicato da El País il 19 agosto 2013

Una settimana fa, Roberto, 14 anni, si è gettato da una finestra del suo palazzo a Roma perché non credeva che le persone che lo circondavano avrebbero mai  accettato la sua omosessualità; è stata un’altra vittima innocente di una società che stigmatizza, esclude o incasella ogni persona e poi decide quello che deve fare. Un altro angelo giovane che ha utilizzato la forma di comunicazione più estrema e assordante.

Silenzio: è ciò che desidero dopo un episodio come questo, nel quale ignoranza e paura si trasformano in violenza. Perché, quando queste storie si impongono all’agenda dei media, comincia un balletto di dichiarazioni e promesse incompiute, un rumore di voci importanti che si indignano per poco tempo per poi tornare a un nuovo silenzio tardivo, aspettando la prossima vittima?

Ho letto commenti a questa notizia sui maggiori giornali on line: ci sono molte persone che muovono le dita così rapidamente sulla tastiera e sono incapaci di regalare un po’ di silenzio al lutto. Dita che già avevano la loro opinione, come pseudo-psicologi e sociologi e giudici che scrivono parole piene di pregiudizi in un contesto inutile.

Ricordo esperienze simili degli ultimi anni, suicidi di ragazzini che non trovavano pace, che non vedevano altro che la paura e il rifiuto, o casi di violenza feroce contro persone transessuali nelle periferie e sangue su baci gay per le strade di ogni città italiana (tutte, da nord a sud). In quei momenti lavoravo per Arcigay e dovevo parlare e muovere le mie dita sulla tastiera anch’io per produrre frasi che potessero contrastare il sistema di potere “politica-stampa-Vaticano”.

Nel mio cuore volevo solo silenzio, poche ore di rispetto perché sentivo che era troppo tardi per parlare. E cresceva in me una rabbia sottile, che negli anni si è fatta intensa ed estenuante e che mi ha spinto alla fine a lasciare un paese che mi stava facendo male come persona omosessuale.

L’Italia ha scelto di guardare verso la Russia di Putin e non verso la maggioranza dei paesi europei che crede nella libertà individuale e nell’uguaglianza. Questa Italia è governata da una maggioranza di politici – di quasi tutti i partiti – schiavi di un monarca bianco che vive a Roma: giocano con la pelle delle donne, delle persone LGBT e della gente di altre razze e di altre culture, attaccando senza vergogna, quotidianamente, tutte le identità che non rispettano la norma bianca ed eterosessista. Sputano, impuniti, sull’amore di altre persone come se altre forme di amare potessero danneggiare l’amore eterosessuale, alimentando pregiudizi e autorizzando l’esclusione. Così diventano complici diretti dei reati di omofobia e transfobia, come di machismo e razzismo.

E qui comincia il mio grido di rabbia. Io non sono, come dice il signor Bergoglio, “perso”: sono una persona orgogliosa, felice, dignitosa. Gay. Ho scoperto con fatica che il momento per parlare è ogni giorno della mia vita.

Non sappiamo quante persone omosessuali o bisessuali avrà incontrato nella sua vita il piccolo Roberto, però sembra che nessuno abbia avuto il coraggio di offrirgli un modello positivo di affettività differente, nessuno lo ha preso per mano e gli ha detto che si può amare qualsiasi persona, aldilà del genere; nessuno gli ha mai mostrato cosa sono i baci tra due uomini.

Siamo tutte e tutti complici quando, per paura, rinunciamo a esprimere la nostra affettività lesbica o gay “perché ci sono dei bambini attorno”; quando ci trasferiamo a vivere a Bologna o a Milano e non facciamo coming out con i nonni o i genitori perché “sono troppo vecchi”; quando chiediamo a un bambino delle elementari se “ha già la fidanzatina”; quando non raccontiamo le nostre vacanze con il nostro compagno ai colleghi di lavoro perché “la sessualità è privata”.

Quante volte ho parlato con donne che, tra le lacrime, mi raccontavano di avere trovato la tessera nascosta di Arcigay tra le cose del proprio marito! Siamo complici quando aspettiamo che siano gli altri a domandarci, dimenticandoci che il nostro silenzio ci mette automaticamente dentro lo schema eteronormativo.

Se stiamo zitti e zitte, solo possiamo che essere etero in Italia. Ora è giunto il momento di parlare. Ogni istante è il momento in cui una persona LGBT può comunicare la sua diversità alle persone che lo circondano, alla famiglia, ai vicini, ai colleghi.

Tutti i giorni sono giusti per gridare la nostra rabbia. Se qualcuno ci offende, ci maltratta, è proprio il tempo di reagire e di mostrare l’orgoglio della nostra felicità, delle nostre vite di amicizie e amori senza diritti. Se no, irrimediabilmente, saremo responsabili delle vittime dell’odio e dei pregiudizi.

Matteo Ricci è italiano e vive a Madrid dal 2010; è formatore di gruppo e attivista. Ha lavorato anche come ufficio stampa per Arcigay, la maggiore associazione LGBT italiana. Attualmente è presidente dell’Associazione Orbita Diversa: orbitadiversa.wordpress.com

Image

Si te ha gustado este artículo, quizás también te interese este otro – Se ti è piaciuto questo articolo, chissà ti possa interessare anche quest’altro, in Italiano

Madrid o el abrazo de la diversidad – Madrid o l’abbraccio della diversità

6 pensamientos en “Gay e Italiano: el silencio y la rabia

  1. […] He hecho las paces con Italia, gracias a varias experiencias de formación, a un grupo de compañerxs de activismo y de amistades, que me han hecho redescubrir el lado bueno de mi país, que me han devuelto esperanza y energía para seguir luchando. Aunque todo esto no signifique que Italia no siga siendo un país machista, homófobo y discriminado… […]

  2. […] Gay e Italiano: il silenzio e la rabbia Madrid o l’abbraccio della diversità […]

  3. […] En diciembre quise encontrar el alcalde del pequeño pueblo donde nací en Italia y donde viven mis padres, Castelnuovo Magra, para pedirle la transcripción en el registro de matrimonios del Ayuntamiento. El Alcalde lo transcribió, desafiando el vacío legal que el gobierno de Roma sigue dejando y re-afirmando la necesidad de derechos civiles que las personas homosexuales italianas reclaman desde hace años. Ha sido un orgullo personal ver reconocido públicamente mi amor por parte de la comunidad rural que ha acogido mi infancia. Se ha creado un pequeño caso mediatico local porqué desgraciadamente en Italia la política homofoba, cruel e ignorante, todavía pisa la dignidad de las relaciones no h…. […]

  4. […] sumado a la gente que le gusta estar en la calle, hacer fiestas, vivir la relación entre la gente. La clase politica y la prensa en Italia están esclavas de la iglesia católica, por lo que no se puede comparar un país a otros. Yo estoy casado con mi marido. Parece una […]

  5. […] “Gay e Italiano: el silencio y la rabia” por Matteo Ricci Ugatti […]

Responder

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Cerrar sesión / Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Cerrar sesión / Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Cerrar sesión / Cambiar )

Google+ photo

Estás comentando usando tu cuenta de Google+. Cerrar sesión / Cambiar )

Conectando a %s

www.orbitadiversa.org

Archivos

Únete a otros 880 seguidores

Visitas

  • 2,498,606 visitas

Con-Vivencias

En nuestra órbita

Mapa Visual de Tánger (en Ramadán)

A %d blogueros les gusta esto: